GRAN BALON DOMENICA 11 DICEMBRE 2016NEWSLETTER

L'ora del té

Il papà di Valentina e Valentino

Il papà di Valentina e Valentino ha chiesto al nonno se ospiterà i nipotini fino al pomeriggio avanzato. Mamma e papà avrebbero degli impegni fuori città ed allora se il nonno volesse...
Certo che può! Oggi è anche sabato e c'è il balôn a Borgo Dora.
Arriveranno, con i loro manufatti artigianali, gli amici della Valchiusella e della Valsusa. Arriveranno altri dalle colline del Monferrato, raccontando della galaverna, di gatti cacciatori e di faìne ladruncole.
Arriveranno due amici che vendono mercanzie esotiche, bastoncini di sandalo e di incenso, foulard coloratissimi, immagini del pantheon induista, statuette di Shiva e di Ganesh. Sono Pietro, detto India, e Momi, detto Tibet.
Ci sarà Tobia con la sua improbabile mercanzia ricuperata dalle cantine e cento personaggi ad offrire piccole curiosità, antiquariato da poco prezzo, usato alla portata di tutti.
A Parigi un luogo analogo lo chiamano 'Marché aux puces', il mercatino delle pulci.
Il sabato, qua, è un giorno speciale.
Sembra che la città delle periferie venga risucchiata da questo piccolo spazio accanto alla Dora.
Si vedono donne musulmane con il capo coperto ed i bambini in carrozzina, giovani Rumeni più alti delle media degli Italiani, ragazze Rom in abiti sgargianti, a più strati, collezionisti di vecchie cartoline, persone che sanno aggiustare da soli qualunque cosa e vanno alla ricerca di un particolare, che magari Tobia ha...
Si fa fatica a camminare, il sabato, al Balôn.
Il capo dei Vigili, con la sua barba bianca e l'aria burbera, passa a controllare che nessuno abbia rubato spazio ad altri ma, di solito, tra poveretti ci si accomoda e non si litiga. Il capo dei Vigili conosce tutti. Al Balôn cose gravi non sono mai successe.
Pietro, uno dei due che va e viene dall'India, si soffia sulle mani. Fa freddo ma, a parte ciò, che è normale perché siamo in inverno, che Ganesh ci protegga!, sorride. Gli pare d'essere in Asia dove, racconta, in certi luoghi sono tutti eguali e nessuno ha la puzza sotto il naso...
Anche il nonno avrebbe voluto andare in India, quando era giovane ma c'era il lavoro, che non bisognava perdere altrimenti come si fa a vivere!...
Bene.
Oggi arriveranno i nipotini.
Il nonno insegnerà loro a fare il presepe con i tappi di sughero.
Ecco che si sente suonare alla porta. Freak, anche se un poco sordo per l'età, ode lo squillo e abbaia. Il nonno schiaccia il pulsante che apre il portone. I nipotini salgono le scale ridendo.
Si conviene che resteranno due ore dal nonno.
Come da accordo telefonico i bambini hanno portato carte di caramelle e di cioccolatini. I tappi di sughero Valentino li ha messi in un sacchetto.
Si inizia il lavoro.
Mentre le mani trafficano ed incollano un tappo sull'altro e poi li avvolgono con le lucenti e colorate carte delle caramelle, i bimbi parlano.
Spiegano al nonno la loro vita di scolari e lui, che ha trascorso la vita come insegnante, ascolta e confronta la didattica d'oggi con quella di ieri. Non gli pare che ci siano stati grandi miglioramenti, forse qualche peggioramento, qualche perdita di prospettiva, qualche piacere in meno.
A questo punto il nonno sente il bisogno di raccontare una sua esperienza recente con la scuola d'oggi.
"Un giorno, non tanto tempo fa, una mia amica mi ha chiesto se, per favore, potevo andare in una classe della elementare Parini a spiegare come vivessero i bambini, in Italia, durante la guerra, la seconda mondiale.
La scuola sta qua vicino.
L'ho fatto.
La maestra mi ha accolto bene e poi ho scoperto, perché me l'ha detto, che suo padre era stato partigiano.
La classe aveva poco a che vedere con quelle nelle quali avevo insegnato. Allora la diversità tra i bambini era data dal dialetto, ma tutti erano figli di Italiani. Ora, invece, vedevo, con allegra meraviglia, bambini cinesi, africani, arabi, rumeni, albanesi... Un arcobaleno che sarebbe piaciuto a Gianni Rodari, e che piaceva a me. Mi pareva d'essere parte d'un romanzo di Salgari e quelli erano veramente i tigrotti della maestra. Sì, veri, non disegnati, parlanti e vivi. Che bello! Il quartiere dei tanti colori e delle tante lingue, di gente che qui è venuta per cercare di stare meglio...".
"Anche da noi ci sono tanti bambini che vengono da lontano, loro, o i genitori...", dice Valentina e Valentino elenca alcuni nomi di amici e spiega il significato di alcune parole arabe.
Sì. È vero.
Tra gente semplice ci si capisce, sovente.
Superata la paura che il nuovo arrivato porti via il poco che c'è, vedi la signora anziana entrare nel negozio di Majid per comprare una fetta di carne. Chiede se Majid le fa credito.
"Va bene", risponde lui, gentile con tutti.
Lui che chiama il nonno con l'appellativo di 'zio' e gli augura sempre una buona giornata.
Mentre i tappi-pastori lentamente si moltiplicano e la famiglia di Gesù è al completo, la Dora scorre sotto un cielo che sa di neve.
Tutte le meteo annunciano freddo e nevicate abbondanti in montagna ed anche in basso, in città.
Il papà dei nipotini verrà prima del buio a prendersi i bambini.
Il nonno si scalderà i ceci. Pulirà e preparerà l'insalata rossa con l'uovo sodo poi accenderà la televisione per vedere se c'è un film ma, sicuramente, si addormenterà prima con il suo cagnetto accanto, che è vecchio e russa.

GIANNI MILANO