GRAN BALON DOMENICA 11 DICEMBRE 2016NEWSLETTER

L'ora del té

Una vecchia storia di Davide Picca

Cosa rimane delle vecchie sigarette? Se non il ricordo di quando fumare non era ancora così dannoso come oggi, a quanto pare.

Tutte le cose di una volta non esistono più. Il tabacco buono è scomparso, le scarpe fatte a mano idem, per non parlare dei calzolai: sono una rarità.. oggi vanno di moda quelle robe che vengono da chissà dove, fabbricate sfruttando la povera gente..

Ma ciò che mi fa dannare l'anima sono le marmellate in barattolo, non sono quelle della nonna anche se così è scritto sulla confezione, quella gelatina non ha nulla a che vedere con quella splendida goloseria fatta a mano e fatta con amore da donne con la tempra d'acciaio.

E poi...io odio questo rumore assordante provocato da queste odiose vetture moderne, prima tanto idolatrate e ora mortificate e incolpate per aver condannato il mondo a vivere sotto una cappa di fumo che impedisce a noi vecchi di guardare il cielo la sera e dire ai nostri nipotini ciò che si era detto ai nostri figli: sai nel 61 un uomo andò su quella palla colorata di giallo che la tua maestra chiama luna.

Non è come quando ero piccolo io, eh si ..quando ero piccolo io ogni cosa aveva una storia, una vita, tutto fatto a mano tutto profumava di bello..

Quella bellezza salvifica tanto decantata oggi, anche se oggi non è nulla di ciò che era stata. Tempo fa era stata in grado di appianare le divergenze, farsi portatrice di libertà, uguaglianza e amore.. La generazione dei suoi fratelli aveva respinto il regime...ero nato nel '43 quando ...anche... la Russia che illusione...ci tagliò le gambe.. ad alcuni di noi veramente... be' di periodi brutti ce ne sono stati...ma questa apatia di oggi, questa ipocrisia, questo buonismo no.

Oggi non esiste nulla del genere. "Nessuna cosa, luogo e persona può paragonarsi a quei magnifici anni di ricostruzione e di voglia di fare" disse tra sé e sé Alfredo guardando fuori dalla finestra.

- "Fredooo Fredooo ven giù ..sun si già da des minute" urlò un uomo sui Settanta
- " Carlo cria nen fulatun...arivu subit"- scese le scale in tutta fretta e raggiunse il suo amico Carlo

Si salutarono con una stretta di mano e si diressero senza troppe parole verso la latteria di via Rivarolo..."Che silenzio...bella Torino al mattino presto" pensò Alfredo.

- Allora sei contento? Chiese Carlo
- Mah.. sarò contento quando vedrò questa meraviglia che dovrebbe riportarmi indietro nel tempo. Come si chiama già?Gran Balon?
- Si Fredu..te l' ho già detto, è uno splendido mercato dell'antiquariato, fidati di me .
- Va bin, mi fido, ma se sarà una cavolata mi offrirai il pranzo, suma dacordi?
- Si, a va bin, suma dacordi!.

Carlo e Alfredo si diressero verso la zona del Balon.. si erano trasferiti entrambi da poco a Torino...prima abitavano in Val Po

Una volta arrivati, verso le 8, perché persero un po' di tempo a parlare e a ridere al Bar bevendo caffè con correzioni varie, rimasero esterrefatti davanti a quella moltitudine di banchi e botteghe, di locali e di gente.

Alfredo non credeva ai suoi occhi e disse solo: Carlo suma turnà ndarera!

- che ti avevo detto?! Siamo veramente tornati indietro- disse indicando un vecchio ferro da stiro e continuò- Fredu quello è il ferro che usa mia mama per stirare!
- Ahahah è vero! è proprio lui! E guarda, Carlo, guarda quella è la mantella per coprirsi le spalle...come quella del nonno Tunin l grand
- Era un bel tipo...Fredu che ti avevo detto? Che ti avevo detto? Sembra di stare in un sogno!
- È incredibile sapevo ... avevo letto ..ma così...così bello.. non pensavo.. Si Carlo! Grazie grazie mille... pensavo che in questa fredda città e in questo mondo perduto non ci fosse più traccia delle nostre radici, di ciò che eravamo e di ciò che siamo ancora...
- sai cosa sarebbe bello?
- cosa Carlo?
- Sarebbe bello se ci fossero ancora mia moglie Teresa e la sua amica ...te la ricordi, Fredu eh?
- Chi Lucia?....si che me la ricordo...non l'ho mai dimenticata.